S come sciarpa

S come sciarpa

Istanbul

Tutte le prime volte sono speciali e ne portiamo dentro un ricordo indelebile, ecco, questa è stata la prima volta che ho messo piede fuori dall’Europa per affacciarmi sul vasto continente asiatico.

Ero preparata per questo viaggio, non mi aspettavo niente, troppo distante dalla cultura, dai costumi e dal pensiero a cui siamo abituati fin da bambini, ma con una curiosità che mi ha fatto aprire il cuore.

Camminando su quelle stradine che si snodavano tra il Gran Bazar e il Mercato delle Spezie non potevo che pensare a quanto ero fortuna di poter vedere la vecchia Bisanzio, la Costantinopoli che il professore di storia continuava a dirmi di studiare, io che a stare tra i banchi di scuola ho sempre fatto fatica, ma trovandomi in quel luogo non ho smesso di imparare un solo attimo.

Mi sono lasciata guidare dal profumo delle spezie fresche, tra un negozietto e l’altro, cercavo un carta per terra, una tappeto buttato in un angolo o una sciarpa appallottolata, ma niente, tutto perfettamente messo in ordine con una cura ammirevole.

Passando sotto una volta decorata a mosaico, vedo un uomo intento a pulire delle pietre, un altro che cercava di vendere una scacchiera a qualche turista distratto e un altro ancora a far assaggiare dei dolcetti ai miei compagni d’avventura, intanto vedo una piccola bottega di tessuti senza cartelli improvvisati in tutte le lingue, entro!

All’interno mi ritrovo catapultata in un cubo pieno zeppo di sciarpe fino al tetto, tutte piegate e divise per colore e tessuto, le tinte passavano dal verde smeraldo al rosso terra, al centro un tavolo di vetro, il ragazzo apre le varie sciarpe che gli indico  e mentre parla di calcio con il mio amico, ne approfitto per scovare il regalo perfetto, quel foulard che ogni volta che mia mamma metterà spero possa provare anche solo un decimo di quello che io ho sentito in quel momento.

Mi incammino verso l’uscita, con il mio tesoro in mano, quando il giovane uomo mi dice con estrema educazione, che nella sua attività di famiglia era compreso uno spaccio di spezie che avrei potuto trovare poco più avanti, ovviamente, vado!

Sono uscita dal Bazar con spezie, teli di puro cotone, sciarpe di seta e souvenir turchi di ogni genere, non voglio dimenticare nemmeno un secondo… così quando sarò a casa e mi ingegnerò per provare a ricreare quel  sublime kebab turco (cotto dentro ad un vaso di terracotta), chiudendo gli occhi mi potrò sentire ancora, per un minuto, tra moschee e narghilè.

@merypellizzi

Commenti
  1. Vivere un’altra civiltà nel concreto è uno dei regali più grandi!!
    Bravissima!!

  2. Grazie di avermi fatto viaggiare, ahimè solo con la mente 👏👏👏

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